Sono le 21 della sera di San Silvestro, campo base in Karkur Ibrahim presso lo Wadi Abd El Melik (650 m slm), Hannes ha anticipatamente salutato l’anno nuovo con “qualche” fuoco d’artificio, andremo a dormire presto, dopo un veloce brindisi ci apprestiamo a preparare i viveri e l’attrezzatura che porteremo con noi i prossimi tre giorni, domani si parte finalmente per salire il Bagnold.










Paolo mi si avvicina e chiede: “Cosa ne dici se non ci portiamo su corde e moschettoni? Almeno se la salita è troppo impegnativa torniamo indietro”, sono d’accordo con lui, abbiamo già molto materiale da portare al campo alto e almeno 12 litri di acqua a testa. Ho inoltre la convinzione che il percorso non sia molto difficile, ci risulta infatti che anche Mònterin nel 1934 raggiunse la cima senza l’impiego di attrezzatura alpinistica.










Alle ore 6 del primo gennaio parte il primo gruppetto in direzione della sella, sotto alla quale erigeremo il campo alto, che servirà sia da base per chi tenterà l’ascensione alla cima che per quanti invece vorranno esplorare l’area di Wadi Waddan alla ricerca di pitture rupestri ancora da documentare.

Voglio essere sicuro di non dimenticare nulla di quello che mi potrà servire nei prossimi giorni, parto così un po’ più tardi, inoltrandomi lungo lo wadi di salita nel silenzio più totale, mentre inizia ad albeggiare. Lo zaino è abbastanza pesante ma non mi dà fastidio come l’anno precedente, quando esplorammo per la prima volta l’altopiano di Emeri e Karkur Rouzzi, complice anche la temperatura invernale e probabilmente l’entusiasmo di affrontare finalmente quella cima che sogno di salire da un paio d’anni.










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