Il Monte Bagnold (ex Cima Mussolini) è la seconda come quota, ma la più ardita cima, del massiccio del Gebel Auenat (Jebel Uweinat) e fu raggiunto per la prima volta nel 1934 dal prof. Umberto Mònterin, accompagnato probabilmente da una guida tebu, non esiste però una relazione di salita; la nostra mini-spedizione ha l’obbiettivo di individuare una via normale di salita a questa montagna e una volta sulla cima esplorarla per vedere se vi sono tracce lasciate dal primo scalatore.









Il primo tratto è un percorso in lieve salita tra massi granitici, ghiaie e detriti sabbiosi, verso le 7 raggiungo i primi amici che si sono fermati a fotografare una guelta piena d’acqua (690 m slm), ci sono tracce fresche di waddan (specie di muflone selvatico) ed ho la speranza di vederne finalmente uno dal vero, per questo lascio il gruppetto e procedo da solo in direzione della sella. Più salgo e più inizia a delinearsi il massiccio di Auenat, alle mie spalle si vedono nitidamente Karkur Ibrahim e le altre valli della montagna. Il silenzio è sempre una costante, il paesaggio è meno lunare delle vallette esplorate in Karkur Rouzzi, ma ugualmente entusiasmante. Qualche biforcazione da indovinare e sono presto all'ultimo tratto prima dello scollinamento, lascio qualche ometto di pietre per chi mi segue.









Al solito non sarò così fortunato da incontrare un waddan, ma arrivato in cima alla sella (1110 m slm) vedo segni inequivocabili di presenza umana anche se molto remota, due massi sono ricoperti da piccoli sassi ordinati ad indicare un luogo di rito, probabilmente tebu. E’ un bel segnale, soprattutto per chi di noi sta cercando tracce di un passato preistorico.

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